Berlino e il Novecento: Un secolo di architettura e urbanistica

Sull’arte di abitare a Berlino

 

Questa non è una città qualunque… Nel corso di un secolo è stata protagonista di quattro ripianificazioni urbanistiche: alla fine dell’800, per rispondere al forte incremento demografico (dai 200.000 abitanti del 1820 si passava ai 3.800.000 del 1920) si costruiscono grandi isolati multipiano a corte rivestiti in pietra.

Nel 1919 le idee socialdemocratiche della Repubblica di Weimar segnano una ripartenza architettonica e cambieranno completamente il concetto dell’abitare: le case vengono progettate studiando la luce naturale e considerando la qualità di vita di chi vi abita. Negli anni ’20 nascono attorno al centro quartieri residenziali (Siedlungen) e città-giardino, Berlino è ormai metropoli.

Le avanguardie vengono presto interrotte dall’avvento del nazismo, che predilige un’architettura grandiosa e di regime (si pensi all’Olympia Stadion e all’aeroporto Tempelhof). La seconda guerra mondiale lascia la città in rovina e dopo l’occupazione degli Alleati si affermano nuove tendenze da una parte e dall’altra.

Berlino Est, soprattutto Alexanderplatz e dintorni, è il fiore all’occhiello dell’architettura socialista, Berlino Ovest si fa teatro di grandi sperimentazioni (IBA etc.) e torna nell’alveo principale dell’architettura moderna. Vi lavorano Aalto, Gropius, Le Corbusier. Con Hans Scharoun tornano a imporsi strutture disegnate dal dentro al fuori, che rifiutano il monumentalismo. Si dà risalto ai vuoti, ai punti di connessione dell’abitato, agli spazi verdi: considerare il verde come parte essenziale del corredo urbano e quindi ambito di intervento e pianificazione, è uno dei meriti riconosciuti dell’amministrazione berlinese.

Dopo la caduta del Muro gli spazi vuoti lungo l’ex striscia di confine diventano la mecca per gli architetti di tutto il mondo. Potsdamerplatz (Renzo Piano, Helmut Jahn, Richard Rogers) la stazione centrale Zentralhauptbahnhof, il Memoriale della Shoah di Peter Eisenmann, la cupola del Reichstag (Norman Foster) le Treptowers e tanti nuovi punti di riferimento fanno di Berlino la città del presente e del futuro.

Durata consigliata: 4, 6 o 8 ore

 

I Musei

Passato vivo


Il passato rivive nei Musei di Berlino. I tesori custoditi nelle collezioni cittadine ci accompagnano in un viaggio nel tempo dagli albori della civiltà fine all’arte contemporanea. La maggior parte dei musei, come il Museo Pergamo con l’omonimo altare di epoca ellenistica oppure il Museo Egizio dove si trova il famoso busto di Nefertiti e ancora la Galleria Nazionale, con opere di impressionisti francesi e romantici tedeschi, fanno parte dell’eredità lasciataci dai principi prussiani. Altre strutture come il Museo Ebraico sono al contempo luoghi espositivi e splendidi esempi di architettura contemporanea. Chi invece è interessato alla storia del Muro di Berlino potrà visitare le sale del Museo del Muro al Checkpoint Charlie o il centro di documentazione della Bernauer Strasse, e guardare ad un passato non troppo lontano.